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Copertina – Fronte

Semi di eternità

Di:

5.00 out of 5 based on 2 customer ratings
(2 recensioni dei clienti)

€ 13.90 € 11.82 i.i.

ISBN: 978-88-6733-718-7

Pagine: 108

Formato: A5

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2 recensioni per Semi di eternità

  1. valentina.imperiu@gmail.com
    5 di 5

    (acquirente verificato):

    Ho appena terminato di leggere anche “Semi di eternità” di Antonia Anna Pinna e mi è rimasto così tanto dentro, che l’ho dovuto rileggere una seconda volta per fare meglio posare sul mio capo la cenere della magia e della sapienza che voglio assolutamente catturare e fare mia. Il discorso sulla vita e sul suo senso si intreccia col mistero del trapasso, con la gente invisibile in cerca di luce, tra noi per le stesse strade, a insegnarci quando è giunta l’ora del ritorno. L’autrice ci prende per mano e ci fa attraversare sentimenti difficili, come l’inganno, il rifiuto, l’abbandono, l’attesa vana e poi ancora l’amore, l’orgoglio ferito ma tenace, il riscatto, la gioia dei puri, la speranza e il perdono, con un garbo e una maestria tali da suscitare sempre e comunque meraviglia ed incanto. Tra i suoi versi trova spazio anche il tema sociale e poesie come “Il velo”, “Voci” e “Ich bin Napolitaner”, diventano inno e grida assieme e nella tua mente nasce un interminabile canto commosso. Antonia Anna parla di poesia come di donne lacere e stanche che bussano alla tua porta nel cuore della notte e che non puoi non fare entrare. Persino il dialogo muto tra falene e lampioni diventa ode sublime. E poi ci sono i ricordi, quelli a cui ha dovuto rinunciare indurendo il suo cuore per poter sopravvivere e non passa giorno senza che chieda a Dio di ammorbidire le sue viscere, di renderla di nuovo “umana”; ma non si può tornare indietro e questo rappresenta l’inferno di noi tutti. I peccati che ti incidono la carne, quelli per cui paghi sempre un dazio troppo salato, ti danzano attorno. Incontri padri padroni, che ti hanno punito ingiustamente, senza ricondurti per la via di casa; padri che poi sono morti e che dall’aldilà ti chiedono perdono e solo il tuo cuore sa che è vero. Uomini senza nome e senza bussola che non conoscono le stelle, perché bendati dalla propria disonestà e pochezza. Poi ti piove addosso il perdono autentico, che con la forza di un uragano si estende per una vita intera di sopportazione e che redime chi lo concede ancor più di chi lo riceve. Lei ci ricorda che siamo vento che parla alla luna, scordando la casa da cui è uscito e che l’unica cosa saggia da fare è “sentire”, senza voltarsi indietro, senza smettere di cercare se stessi, abbandonando l’ego al suo destino assieme alle illusioni ingannevoli e dandosi una direzione, seguendo l’odore della pioggia per non perdersi, senza mai rinunciare alla dignità. Ci invita ad apporre il sigillo della lealtà sui nostri cuori, come passaporto per l’eternità. Parla dei finti buoni, degli impuri che ostentano un’onestà che non appartiene loro. Della dolcezza dell’oblio che si implora agli dei. Della sicurezza e solidità conquistata tra matasse di intrighi e pianto, mentre cullava i suoi peccati, con la dolcezza di chi è andata oltre, con l’incedere elegante di un angelo che ascende in cielo con braccia cariche di innocenza e futuro, aria calda che sale alla sorgente. Regina di consapevolezza che ci insegna a non rimandare nulla a domani. Ed ecco, che i suoi versi si rincorrono nella mia mente e mi svelano risposte che attendevo, perché i poeti, quelli veri come Anna Maria Pinna, ti sanno trascinare nei luoghi più inaccessibili del tuo stesso essere e ti indicano la via; una via bellissima costellata di putti e sogni. E chiudo il libro con un sorriso grato, ripromettendomi di rileggerlo ancora.

  2. info@carmelocossa.com
    5 di 5

    :

    Credo che Antonia Anna Pinna abbia sentito il desiderio di compiere un grande passo e, dopo aver lasciato da parte gli indugi, ha scritto “Semi di eternità”. Sono certo che questa silloge susciterà stupore, emozioni e riflessioni forti. Ma chiunque riuscirà a percepire fra le righe, ciò che l’autrice ha voluto comunicare, ci si ritroverà immerso e senza accorgersene, fin dai primi versi, sarà catturato dai significati intensi e percepirà l’importanza della poesia e l’impronta che la Poetessa ha voluto darle. Non ha nemmeno provato a sottrarsi al rischio di essere fraintesa, anzi, ha deciso di raccontare tutto con estrema chiarezza e, verso dopo verso, ci accompagna oltre l’apparenza e in direzione di una verità ineludibile. Alcune di queste liriche, ma il taglio di ognuna è inconfondibile, pare siano state scritte appositamente per incarnare e per farci assaporare l’eternità. Infatti, già nella prima lirica, “l’Universo” l’Autrice mette subito in chiaro ciò che vuole comunicare al lettore: il contrasto. Cito alcuni versi che mi hanno veramente colpito:
    Il sole del mattino appena sorto
    e la luna che da il cambio a un’altra stella…
    nel primo verso è l’alba… e nel secondo è già notte. L’autrice salta il giorno come se non fosse importante.
    Le voci dei bambini appena nati
    il sussulto dell’ultimo respiro.
    Appena nati… ultimo respiro (contrasto assoluto) ma in mezzo c’è una vita intera, come nei versi di prima c’era un giorno da vivere. Un giorno e una vita da vivere, che vive e ri-vive in ogni altra lirica in modo insolito, contrastante, ma intenso.
    I campi appena arati e le sue zolle
    promettono già pane profumato.
    Anche le zolle dei campi appena arati, che già profumano di pane, lasciano intendere che l’autrice abbia fretta. Deve ancora seminare il grano e già percepisce il profumo del pane che è sì vita, ma quando si fa il pane, la vita del grano è già finita. Una lirica di una straordinarietà intensa.
    Può sembrare paradossale, ma sono certo che la Poetessa, scrivendo questa raccolta, abbia percepito nel suo profondo essere un forte impulso: dimostrare che, anche senza neologismi, anche usando la forza della parola e non inutili orpelli, si riesce a comunicare con il lettore con la vitalità e la dolcezza necessaria in modo che fruisca serenamente del significato dei suoi versi. Leggere la Poesia di Antonia sarà come inoltrarsi in sentieri sconosciuti ma illuminati da una nuova luce. Una luce che farà chiarezza dentro di noi. E inoltre, all’aspetto forte di molti suoi componimenti, corrisponde una chiarezza lineare che in poesia non è sempre facile trovare. La poesia di Antonia è un mezzo di comunicazione e al tempo stesso di liberazione. Sì perché ripercorrendo la raccolta ci si imbatte in versi come nella lirica “Cometa” che hanno veramente il sapore di libertà e di eternità.
    La meta è vicina ormai,
    chissà se troverò qualcuno
    ad attendermi.
    Non so se la Poetessa troverà qualcuno ad attenderla… ma sono certo che i lettori scopriranno un modo nuovo di interpretare la poesia.
    Sono certo che il desiderio di Antonia sia fare poesia. Poesia attraverso la quale conserverà e alimenterà la sua naturale e inesauribile fonte: lo stile poetico unico e spiccio, la semplicità che permette al lettore di immergersi dentro l’essere e dentro il vivere l’armonia sottile e perfetta della vita.
    Dopo aver letto la raccolta “Semi di eternità” ed essermi imbattuto in versi come: Non sanno, che anche noi, presto ci spegneremo…
    mi sono fatto tante domande, ma sono rimaste tutte senza risposta. Non sono riuscito a rispondermi perché il modo di fare poesia di Antonia non lo permette. Il suo modo e unico e questo da la possibilità al lettore di dare una miriade di risposte a ogni domanda che si pone. Risposte che solo le accezioni racchiuse nella poesia vera, sono in grado di regalare a ogni lettore.
    ***
    E sarà la poetessa che è, e che sarà sempre nell’anima di Antonia, che la porta a scrivere poesie come “Abbandono”, versi semplici, ma che presentano parole che lasciano e, lanciano segnali permanenti.
    Anche poesie come “Confine” palesemente scritta per lasciare un altro segnale indelebile, ma forse è stato proprio quel segnale che già c’era a far nascere questa poesia nell’anima della poetessa che l’ha poi trasportata su carta.
    Che cosa dire della poesia “Ricordi” che ne richiama alla mente un’altra dal titolo “Essere”?
    Non ho nulla da dire perché i versi di Antonia, in queste due liriche, hanno già detto tutto.
    Non vorrei dilungarmi per non annoiare, ma voglio ancora citare una poesia come “Appoggiati”! La cito senza commentare per non influenzare nessun lettore. Questa è una lirica che, a modo nostro, se ci lasciassimo trasportare dalla bellezza della vita, potremmo viverla perdonandoci tutto e tutti.
    Stesso discorso vale per “Ignorami” dove la poetessa, ma vale per ognuno di noi, anche se è attesa dalle nuvole, perdona ancora.
    La lirica “Voci” merita un commento a parte perché anche se i versi odorano di morte, è ancora il perdono che, sebbene viene chiesto a Dio, è protagonista.
    La poesia “Mondo” è un mondo nuovo nel quale la Poetessa prova a… scaldare i silenzi… pieni d’attesa.
    Ecco un’altra lirica per la quale l’unico commento è appunto il silenzio. Non perché non meriti commenti, anzi, ma solo attraverso il silenzio ogni lettore potrà darle un senso e viverla in modo personale.
    Vorrei commentare ogni lirica e forse ogni verso, ma mi limito a dire che, come scriveva Stevens, la funzione del poeta è quella di coinvolgere e trasportare il lettore nella sua stessa immaginazione. E quando questo avviene sarà come accendere una luce nella mente degli altri. Sono certo che questa raccolta, letta attentamente, illuminerà tante menti. Grazie Antonia Anna Pinna, aspettiamo la prossima raccolta.

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