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Uno, nessuno e centomila

Di:

€ 15.90 € 13.52 i.i.

ISBN: 978-88-6733-530-5

Pagine: 188

Formato: A5

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Descrizione prodotto

Vitangelo Moscarda, è il protagonista di Uno nessuno e centomila uomo dalla vita ordinaria, che vive di rendita dopo aver ereditato la Banca del padre. Tutto sembra scorrere tranquillo sino al giorno in cui, la moglie Dida gli fa notare che il suo naso pende da una parte. Inizia ad avere una forte crisi di identità, continuamente oppresso dall’osservazione del suo volto, e dall’opinione della gente attorno a lui. Scopre così di essere uno, ma che in realtà quell’uno non esiste perché è nessuno, ma anche centomila, ossia gli sguardi con cui gli altri lo vedono. Da quel momento l’unico obbiettivo che Vitangelo detto Gengè dalla moglie, sarà di scoprire chi veramente egli è. Fino al giorno in cui non è più in grado di riconoscere né sé stesso, né gli amici tantomeno la moglie, che lo lascia andandosene da casa. Cerca dunque, reagendo con rabbia di scagliarsi contro le maschere altrui, nel tentativo di distruggere le immagini che gli altri hanno di lui. La moglie e gli amici cercheranno di internarlo, come pazzo, e il gesto scatenante, si manifesterà quando, per dimostrare all’artista Marco Didio di non essere un usuraio inetto, lo sfratterà dalla casa fatiscente di sua proprietà, per regalargli un lussuoso appartamento. Vitangelo vuole dimostrare anche alla moglie, di non essere una marionetta, nelle sue mani. Nella seconda parte del romanzo entra in scena Anna Rosa, un’amica della moglie che gli racconta di aver fatto di tutto per persuadere Dida che lui non è quello sciocco che lei immagina. A lei, di cui si fida, rovescerà addosso le sue conclusioni sulla vita. Ma nel tentativo di baciarla, lei gli spara, ferendolo. Nonostante ciò, al processo la scagiona, e si presenta vestito con la casacca dell’ospizio che ha fondato lui stesso dopo aver donato ai poveri tutti i suoi averi, lì dove è finito e dove concluderà la sua misera vita. Paradossalmente è più felice di prima, nel tentativo di liberarsi di quell’Uno e di quei Centomila, allo scopo di diventare per sé stesso e per gli altri, Nessuno.

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